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| Questo matrimonio s'a da fare...! |
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| Notizie - Dalla Calabria | |||||||||
| Written by Ludovico Raimondi | |||||||||
| Monday, 15 February 2010 23:47 | |||||||||
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Nozze e scoop
CROSIA (Cosenza) – Più che a un matrimonio sembrava di essere su scherzi a parte. Non solo per i promessi sposi Fabio Sponcichetti, 40 anni di Giulianova, in Provincia di Teramo, e Simona Boccuti, 28 anni, di Crosia, provincia di Cosenza, ma per tutti gli invitati dell’uno e dell’altra. Il fatto: domenica mattina, 14 febbraio, giorno di San Valentino, cerimonia fissata per le 12, nella chiesa di S. Michele Arcangelo, a Crosia. Fabio arriva con il seguito di famigliari ed amici, convenuti dalla lontana Giulianova e da altre regioni, persino dal Trentino. Il ritardo della sposa è preso per canonico, senonchè all’ennesimo squillo del cellulare alla mezza, Fabio annuncia: il matrimonio non si può celebrare qui, forse dobbiamo trasferirci a Torretta di Crucoli. A 30 chilometri! Uno scherzo? Manco per niente. Un decreto dell’Arcivescovo di Rossano-Cariati, Mons. Santo Marchianò, vieta davvero la celebrazione di matrimoni di domenica, a partire dal 1 gennaio 2009, “per evitare l’eccessivo frazionamento della comunità”... Tra incredulità, disagi e non poca rabbia, la carovana, compresi fotografi e quartetto di archi, prende armi, bagagli, addobbi e auto per ritrovarsi al ristorante, Hotel Kala Kretosa di Calopezzati, quartiere generale per cercare di dipanare il bandolo della matassa. L’intreccio di telefonate non sembra approdare a nulla. Nemmeno in provincia di Crotone, infatti, ci si può sposare la domenica. Fabio, con invidiabile self control, propone di rintracciare il sindaco di Crosia per il rito civile. Dopo oltre due ore frenetiche, grazie anche all’interessamento dell’albergatore che ospita il convivio, arriva la notizia: ci si può sposare nella chiesa di San Francesco D’Assisi, frazione Sorrento di Crosia, stessa parrocchia di S. Michele, stesso parroco, Don Michele Romano. La carovana riparte sotto una pioggia battente. Intorno alle 15, Don Michele, riapparso dopo una sparizione alla Don Abbondio, può finalmente dichiarare Fabio e Simona marito e moglie non senza prima chiedere scusa per l’accaduto. Tutto è bene quel che finisce bene, ma una coltre di misteri avvolge la vicenda: perchè il parroco ha dato l’ok per la chiesa di S. Michele, salvo cambiare idea addirittura all’ora del rito, a quanto pare, secondo i bisbigli, per la protesta di parrocchiani che non hanno gradito l’eccezione alla regola concessa a Simona, la quale, come il suo “Renzo”, lavora a Bologna? Chi o cosa gli ha consentito di “riparare” almeno nella chiesa di S. Francesco? Per Fabio e Simona una festa di San Valentino più avventurosa non avrebbe potuto esserci, mentre rimane aperta la questione del divieto dei matrimoni domenicali in Calabria, al quale continuano a ribellarsi anche gli albergatori e gli imprenditori turistici e commerciali che avrebbero maggiori possibilità di lavorare nel giorno consacrato al Signore.
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